
Dopo lo stentato avvio nel mondiale MotoGp, un’altra tegola si abbatte sui caschi ben insonorizzati dei fedeli alla casa di Borgo Panigale.
A scagliare la tegola non è Valentino Rossi o Daniel Pedrosa, ma l’ONU. E lo Stato italiano si è subito schierato dalla parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, complice il fatto che il Governo Berlusconi non veda di buon occhio l’ultima roccaforte del comunismo radical-chic: i bolidi rossi della Ducati.
Così, la due ruote più amata e “posseduta” dai compagni italiani rischia seriamente di veder compromessa la propria identità simpaticamente ruspante e “sborona”, per anni simbolo di un ingenuo esibizionismo proletario e di quella sanguigna prepotenza chiassosa che affonda le proprie radici nell’Emilia Romagna così ben descritta da Giovanni Guareschi.
Il motivo di tutto ciò è racchiuso proprio in queste ultime due caratteristiche che tanto accomunano i bolidi Ducati e i loro possessori: esibizionismo e prepotenza, appunto, purtroppo non più tollerabili (almeno per l’ONU e l’OMS) quando si traducono in inquinamento ambientale e acustico.
La sentenza è drammatica e inappellabile: violazione del protocollo di Kyoto e di TUTTE le norme europee in materia di inquinamento acustico.
I costruttori di Borgo Panigale saranno costretti ad adottare provvedimenti immediati che finiranno inevitabilmente per annichilire la tradizionale immagine dell’azienda. Ad esempio, dovranno avvitare fino in fondo tutte le viti e rinunciare tassativamente a gettare bulloni, rondelle e ferraglie varie nei cilindri e in ogni parte in cui possano andare a sbattere ripetutamente contro pareti metalliche, contribuendo a fornire quel sound Ducati inconfondibile ai semafori di tutto il mondo.
Ma siamo sicuri che l’orgoglio italiano saprà in qualche modo reagire e trovare delle soluzioni adeguate. Ci risulta infatti che il General Manager della New Holland sia stato pizzicato a cena con alcuni rappresentanti del Gruppo bolognese, peraltro già in trattative con gli americani della John Deere.
Prossimamente, un’intervista a un anonimo ducatista, presidente di un noto moto club riminese dal bizzarro nome che ricorda quello di un ristorante a pochi passi dal Pepe Nero.
Restate sintonizzati!
L’inviato del Tanimodi motoclub a Borgo Panigale
Edd La Penna
Ogni riferimento a persone, cose, fatti, marchi, animali è puramente casuale…




