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Archive for agosto 2011

TRASFERTA BRASILIANA PER IL PRESIDENTE DEL TANIMODI MOTOCLUB


L’editoriale di Edd La Penna 

Caccia grossa in Brasile

Ormai è più che un’indiscrezione. La Sezione Buoncostume del Tanimodi motoclub di Rimini sta indagando da settimane sul caso del proprio presidente, F. M., sospettato di essersi recato in Brasile per procurarsi momenti di piacere clandestino. L’indagine è stata avviata dagli inquirenti dopo le intercettazioni telefoniche tra lo stesso F.M. e un noto personaggio della trasgressione romagnola, conosciuto con il  nome d’arte di Edo Hard. I sospetti dei magistrati sono confermati dal fatto che F.M. avrebbe pianificato un periodo eccessivamente lungo di permanenza in Brasile, utilizzando come scusa il matrimonio del cugino (che per il momento non risulta iscritto al registro degli indagati).

Oggettivamente, è assurdo pensare che un’assenza tanto prolungata sia da attribuirsi a un matrimonio: neanche nell’entroterra siculo degli anni ‘30 si festeggiava così a lungo una cerimonia nuziale. L’antropologo Rocco Guzzi (grande esperto di attività “forense” e motociclette lariane) spiega che esiste solo una tribù dell’Amazzonia centro meridionale, quella dei Palom Baros, che organizza feste lunghissime in occasione dei matrimoni e, se può essere considerata una coincidenza, queste feste sono istituite appositamente per consentire ai partecipanti di unirsi in riti orgiastici per tutta la durata del festeggiamento.

A supporto della tesi sostenuta dagli investigatori del Tanimodi motoclub, un ulteriore elemento arricchisce il castello accusatorio: gli indumenti che F. M. ha portato con sé. Un vestito usato, per di più di colore nero-undertaker, una camicia di due taglie più piccola nella zona dell’addome e  di due taglie più abbondante nella zona toracica, e, ciliegina sulla torta (nuziale), un paio di consunte scarpe (invernali) neanche da dire “fuori moda”, perché “in moda” non ci sono mai entrate, neppure in epoche lontane o in luoghi dal gusto estetico non allineato con gli standard dei normo-vedenti (albania, paesi dell’est europeo e balcanici in generale). Ebbene, tutto ciò appare più funzionale alla costruzione di un alibi che a dimostrare un reale coinvolgimento emotivo per il matrimonio del cugino.

A sostegno di questa teoria, ricordiamo che F.M. ha già dimostrato di non nutrire alcun affetto parentale nei confronti del cugino, approfittando invece della sua ingenuità; proprio a lui, infatti, ha venduto con cinico opportunismo una Ducati 999 tenuta in piedi (cioè, appoggiata su una carena e uno specchietto) con nastro isolante e fascette dell’elettrico, spacciandola per una moto affidabile, sicura e anche un po’ da passeggio: il passaggio naturale dalla bicicletta alla moto.

Gli inquirenti stanno tenendo sott’occhio i movimenti di F. M.. Dalle prime indiscrezioni, pare che il giorno stesso del suo arrivo in Brasile, il Presidente del Tanimodi motoclub abbia proposto un affare al cugino: una Ducati 1098 gommata Michelin Pilot Pure (tenute in garage per l’occasione), in cambio dell’equivalente per l’acquisto di una Ducati Multistrada. Per il resto, difficile tracciare i suoi spostamenti, in quanto F.M. si conferma un vero professionista della dissimulazione. Tuttavia, fonti attendibili riferiscono che nelle ultime due settimane è stato identificato con una sospetta ripetitività un soggetto in guisa da palombaro, con pinne e scafandro, all’interno dei locali ‘Pepito Nigro’, ‘Toquinho de Gnoca’, ‘La Pecorinha’ e il nuovissimo locale del figlio di Cerezo, il ‘Via 2’ (naturalmente da pronunciare alla brasileira), dove diversi testimoni affermano di aver sentito gridare da dentro lo scafandro: “Boia dei burdelli, finalmente fugà u gansu!!!!!!”

In conclusione, per un cerchio che (gli) si apre, F.M. ne ha uno che gli si sta chiudendo (intorno): quello delle indagini da parte della Buoncostume TMC. Restate collegati…